Archivos para Marzo, 2008

Stati e monopoli informatici, il nuovo articolo di Antonio Russo

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Una mitragliatrice di dati, verbali, comunicati, cifre. Il nuovo articolo di Antonio Russo “Le Rôle de l’État dans la constitution des positions dominantes dans le secteur informatique“, è basato su una ricerca da formica, ma di quelle tenaci, di quelle che non mollano. Ogni paragrafo, tabella o grafico è documentato, ad ogni affermazione corrisponde una fonte, un riferimento preciso.

Ma, per quale motivo sottolineo questo aspetto?

Innanzitutto perché la critica non rileva questa particolarità, concentrandosi sul fatto se fosse il caso o meno di “attaccare” in questo modo lo stato francese, di portare allo scoperto con un rapporto “assassino” la situazione delle TIC nella pubblica istruzione e nell’amministrazione pubblica francese. Ormai la pentola è senza coperchio e i francesi non ci credono ai propri occhi.

Il fatto è proprio che l’attacco frontale ha più di una motivazione e tutto quanto è rapportato con cura, con precisione, al limite della pignoleria. Inutile quindi continuare a discutere se fosse il caso o meno, se le relazioni tra il mondo associazionistico per il libero e lo stato si vedono indebolite con questa iniziativa, ancor più di quanto esse non siano fragili di suo. Sembra quasi che la potenza dei dati abbiamo fatto l’effetto contrario: più in faccia si guarda la realtà, più evidente risulta la situazione, più la si vuole negare, nascondere, rifiutare.

In secondo luogo, la metodologia di raccolta di fonti effettuato dall’autore per fondare la denuncia della posizione dominante che si vede sostenuta dalle politiche pubbliche, implica un giro di 360 gradi nel modo di comunicare del movimento per il libero. Un’argomentazione molto sintetica, quasi ricucita sui dati, nessuna traccia della solita retorica “anti-microsoft”, ma una consistente e lucida dimostrazione della collaborazione effettiva dello stato nel mantenimento della posizione egemonica di Microsoft. Tutta contestazione esigerebbe quindi una presentazione di dati che provino il contrario, ed con ciò il dialogo è già su tutto un altro livello.

D’altronde è vero che l’analisi di Russo è come un secchio d’acqua fredda sulla testa, in cinque capitoli più una conclusione riesce a presentarci il panorama economico politico francese delle TIC, mostrandoci inoltre un modello di denuncia che, come accennavo prima, rinnova il vecchio stile della retorica anti-microsoft. In realtà, l’analisi francese è un invito al movimento per il libero a spostarsi su un asse di comunicazione diverso, più garbato, più impegnativo a livello di produzione, ma, in fondo, molto più difficile da contestare.

Per quelli che sanno il francese, la lettura è fortemente raccomandata, per gli altri non c’è altro che restare in attesa della traduzione. Ho chiesto all’autore un’intervista almeno tre volte, per presentare i contenuti ai lettori italiani, ma mi ha risposto che lui ha l’esclusiva con Giuliano Marrucci (scherzo!). Insisterò ancora un paio di volte, altrimenti pubblicherò una delle mie solite interviste-finzione.

Dès demain toutes avec le burka!

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…nous sommes le seul animal dont la nudité offense ses semblables, et le seul qui doit se cacher de ceux de son espéce pour satisfaire ses besoins naturels.

C’est aussi un aspect digne de considération que ceux qui sont les maîtres en la matière prescrivent comme remède aux passions amoureuses la vue entière et libre du corps convoité, et prétendent que pour refroidir l’affection, il n’est besoin que de voir librement ce que l’on aime.

Qui découvre au grand jour les secrètes parties

du corps de l’être aimé, sent sa passion s’éteindre

au milieu des transports… (Ovide, Remèdes à l’amour, v. 429)

Montaigne, Essais, II, 12.

Qu’ont en commun les philosophes et les clochards?

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“[...] si le mouvement de la culture s’élargit à des cercles populaire toujours plus vastes, et naturellement aux plus élévés, à ceux qui dominent, qui sont le moins touchés par les soucis de la vie, quelles en seront les conséquences? Il est manifeste que cela ne conduit pas simplement à une mutation homogène de la vie normale, et en général satisfaisante, de l’Etat et de la nation, mais, selon toute vraisemblance, à de grands déchirements internes dans lesquels l’identité et la totalité de la culture nationale éprouvent une rupture. Les conservateurs, que satisfait la tradition, et le cercle des hommes philosophiques vont se combattre les uns les autres, et il est certain que le combat se déroulera dans la sphère de la puissance politique. Cette conséquence commence déjà avec le début de la philosophie. Les hommes qui consacrent leur vie à de telles idées sont mis au ban de la société. Et pourtant, les idées sont plus fortes que toutes les puissances empiriques.”

E. Husserl, La crise de l’humanité européenne et la philosophie.