Stati e monopoli informatici, il nuovo articolo di Antonio Russo

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Una mitragliatrice di dati, verbali, comunicati, cifre. Il nuovo articolo di Antonio Russo “Le Rôle de l’État dans la constitution des positions dominantes dans le secteur informatique“, è basato su una ricerca da formica, ma di quelle tenaci, di quelle che non mollano. Ogni paragrafo, tabella o grafico è documentato, ad ogni affermazione corrisponde una fonte, un riferimento preciso.

Ma, per quale motivo sottolineo questo aspetto?

Innanzitutto perché la critica non rileva questa particolarità, concentrandosi sul fatto se fosse il caso o meno di “attaccare” in questo modo lo stato francese, di portare allo scoperto con un rapporto “assassino” la situazione delle TIC nella pubblica istruzione e nell’amministrazione pubblica francese. Ormai la pentola è senza coperchio e i francesi non ci credono ai propri occhi.

Il fatto è proprio che l’attacco frontale ha più di una motivazione e tutto quanto è rapportato con cura, con precisione, al limite della pignoleria. Inutile quindi continuare a discutere se fosse il caso o meno, se le relazioni tra il mondo associazionistico per il libero e lo stato si vedono indebolite con questa iniziativa, ancor più di quanto esse non siano fragili di suo. Sembra quasi che la potenza dei dati abbiamo fatto l’effetto contrario: più in faccia si guarda la realtà, più evidente risulta la situazione, più la si vuole negare, nascondere, rifiutare.

In secondo luogo, la metodologia di raccolta di fonti effettuato dall’autore per fondare la denuncia della posizione dominante che si vede sostenuta dalle politiche pubbliche, implica un giro di 360 gradi nel modo di comunicare del movimento per il libero. Un’argomentazione molto sintetica, quasi ricucita sui dati, nessuna traccia della solita retorica “anti-microsoft”, ma una consistente e lucida dimostrazione della collaborazione effettiva dello stato nel mantenimento della posizione egemonica di Microsoft. Tutta contestazione esigerebbe quindi una presentazione di dati che provino il contrario, ed con ciò il dialogo è già su tutto un altro livello.

D’altronde è vero che l’analisi di Russo è come un secchio d’acqua fredda sulla testa, in cinque capitoli più una conclusione riesce a presentarci il panorama economico politico francese delle TIC, mostrandoci inoltre un modello di denuncia che, come accennavo prima, rinnova il vecchio stile della retorica anti-microsoft. In realtà, l’analisi francese è un invito al movimento per il libero a spostarsi su un asse di comunicazione diverso, più garbato, più impegnativo a livello di produzione, ma, in fondo, molto più difficile da contestare.

Per quelli che sanno il francese, la lettura è fortemente raccomandata, per gli altri non c’è altro che restare in attesa della traduzione. Ho chiesto all’autore un’intervista almeno tre volte, per presentare i contenuti ai lettori italiani, ma mi ha risposto che lui ha l’esclusiva con Giuliano Marrucci (scherzo!). Insisterò ancora un paio di volte, altrimenti pubblicherò una delle mie solite interviste-finzione.

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