Archivos para Diversi
Ciao Bella Ciao!!!
Cari amici,
sono in Italia per l’ultima volta o almeno per un bel po’ di tempo (mai dire mai…), per l’esattezza sono a Roma.
Ho deciso di lasciare l’Europa, di tornare giù in Argentina, là da dove sono partita quasi dieci anni fa con solo due valigie di sogni in mano e gli occhi pieni di sole latino. E sono venuta a salutare questa che è diventata la mia seconda casa, l’Italia, bella l’Italia, bella; e gli italiani che sono diventati i miei concittadini. Brava gente gli italiani, solidari e ospitali, anche se, attualmente, la società italiana sembri impegnata nel voler dissolvere questo nocciolo di caritas, accompagnata in questo compito da un governo che certo non è arrivato al potere da solo. Per essere onesti, bisogna dire che l’Italia di oggi non è la stessa di quella che mi ha ricevuto dieci anni fa, ma è normale che siano quelli i ricordi che porterò con me e non certamente la scalata d’intolleranza e l’ondata di slogan razzisti che popolano i discorsi della società italiana in questi giorni.
Negli anni che ho trascorso in Europa, ho fatto tutto quello che avevo sempre sognato e anche di più, ho conosciuto posti incredibili, gente in gamba e mascalzoni, ho conosciuto il successo professionale (anche perché mi è stata data l’opportunità di dimostrare le mie capacità) e mi sono laureata a pieni voti. Ho amato questo paese come fossi nata qui, ho imparato la sua lingua senza sforzi, con un entusiasmo spontaneo. Ho divorato i libri di Calvino e di Svevo e mi sono innamorata del cinema italiano, dai maestri Fellini, Antonioni e Bertolucci a Tornatore, Marco Tullio Giordana e Pupi Avati.
Ho vissuto e lavorato a Bolzano, in Alto Adige, regione prospera e bi-culturale, a cavallo tra il Tirolo austriaco e la pianura padana (mamma che coppietta!). Ho studiato a Trento, un ateneo non molto grande ma hiper-organizzato e stimolante; ad esempio, mentre facevo gli studi ho avuto la possibilità di assistere alle conferenze di Gianni Vattimo e di Raimon Panikkar che contano tra i più importanti filosofi viventi. E poi, non dimenticherò mai certi corsi che ho seguito: il corso sul Fedro della professoressa De Luise, quello su Timore e Tremore del prof. Cristellon, le lezioni sull’Etica Nicomachea del prof. Zucal, il corso su Hume del prof. Meroi e anche quello del prof. Boffi che mi ha insegnato a spulciare riga per riga un testo filosofico come il Trattato sulla natura umana, e infine, la pazienza e il seguimento del prof. Nicoletti che è stato il mio relatore.
Ho lasciato l’Italia nel 2006, mi sono trasferita a Lione, in Francia, dove ho continuato a studiare all’università Jean Moulin e pure a lavorare. E finalmente sono arrivata a Parigi, la ville de mes rêves! Tutto è compiuto.
Non è stato poco, credo sia un buon momento per tirare le somme di tutti questi anni. Ho bisogno di riposarmi e di pensare al mio futuro. So che questa notizia vi coglierà di sorpresa, ma lo è stato anche per me in un certo senso, ché i momenti importanti nella vita arrivano senza preavviso alcuno.
Vi saluto amici miei! Claudia e Luca, colleghi di studi a Trento e vicini di casa a Bolzano; Marisa e Claudia (la piccolina), colleghe di lavoro a Bolzano; Matteo e Samanta, colleghi di lavoro anche loro a Bolzano; Carlo, mio capo e mentore professionale; Roberto e Patrizia, amici dal cuore grandissimo; Alberto, Paolo e Susanna, che ricorderò sempre con tantissimo affetto; Eros, il mio consulente di banca che, tra altre cose, mi ha salvata quella volta che sono rimasta senza soldi a Parigi nel 2005; Katja, tedesca trapiantata in Italia che mi ha lasciato tanti ricordi di carnevali in costume; e le mie colleghe di lavoro italiane a Lione: Paola, Anna e Maria.
Cari tutti, siate i benvenuti se volete venire a trovarmi in Argentina, il mio indirizzo di posta ce l’avete, non esitate, è stato un onore per me conoscervi e sarà anche un piacere accogliervi nell’affascinante e caotica Buenos Aires. Parto a fine mese, l’ultima settimana la passerò a Parigi, oramai sapete perché.
Ciao Italia, ciao!
Stati e monopoli informatici, il nuovo articolo di Antonio Russo
Una mitragliatrice di dati, verbali, comunicati, cifre. Il nuovo articolo di Antonio Russo “Le Rôle de l’État dans la constitution des positions dominantes dans le secteur informatique“, è basato su una ricerca da formica, ma di quelle tenaci, di quelle che non mollano. Ogni paragrafo, tabella o grafico è documentato, ad ogni affermazione corrisponde una fonte, un riferimento preciso.
Ma, per quale motivo sottolineo questo aspetto?
Innanzitutto perché la critica non rileva questa particolarità, concentrandosi sul fatto se fosse il caso o meno di “attaccare” in questo modo lo stato francese, di portare allo scoperto con un rapporto “assassino” la situazione delle TIC nella pubblica istruzione e nell’amministrazione pubblica francese. Ormai la pentola è senza coperchio e i francesi non ci credono ai propri occhi.
Il fatto è proprio che l’attacco frontale ha più di una motivazione e tutto quanto è rapportato con cura, con precisione, al limite della pignoleria. Inutile quindi continuare a discutere se fosse il caso o meno, se le relazioni tra il mondo associazionistico per il libero e lo stato si vedono indebolite con questa iniziativa, ancor più di quanto esse non siano fragili di suo. Sembra quasi che la potenza dei dati abbiamo fatto l’effetto contrario: più in faccia si guarda la realtà, più evidente risulta la situazione, più la si vuole negare, nascondere, rifiutare.
In secondo luogo, la metodologia di raccolta di fonti effettuato dall’autore per fondare la denuncia della posizione dominante che si vede sostenuta dalle politiche pubbliche, implica un giro di 360 gradi nel modo di comunicare del movimento per il libero. Un’argomentazione molto sintetica, quasi ricucita sui dati, nessuna traccia della solita retorica “anti-microsoft”, ma una consistente e lucida dimostrazione della collaborazione effettiva dello stato nel mantenimento della posizione egemonica di Microsoft. Tutta contestazione esigerebbe quindi una presentazione di dati che provino il contrario, ed con ciò il dialogo è già su tutto un altro livello.
D’altronde è vero che l’analisi di Russo è come un secchio d’acqua fredda sulla testa, in cinque capitoli più una conclusione riesce a presentarci il panorama economico politico francese delle TIC, mostrandoci inoltre un modello di denuncia che, come accennavo prima, rinnova il vecchio stile della retorica anti-microsoft. In realtà, l’analisi francese è un invito al movimento per il libero a spostarsi su un asse di comunicazione diverso, più garbato, più impegnativo a livello di produzione, ma, in fondo, molto più difficile da contestare.
Per quelli che sanno il francese, la lettura è fortemente raccomandata, per gli altri non c’è altro che restare in attesa della traduzione. Ho chiesto all’autore un’intervista almeno tre volte, per presentare i contenuti ai lettori italiani, ma mi ha risposto che lui ha l’esclusiva con Giuliano Marrucci (scherzo!). Insisterò ancora un paio di volte, altrimenti pubblicherò una delle mie solite interviste-finzione.

