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L’essere e l’amore secondo Feuerbach
“Non essere alcuna cosa e non amare alcuna cosa sono tutt’uno. Tanto più uno partecipa all’essere, quanto più ama e viceversa.
L’amore è la vera prova ontologica dell’esistenza di un oggetto al di fuori della nostra testa. Esiste soltanto ciò che – essendo – ci procura gioia e – non essendo – dolore.”
Proprietà intellettuale e reificazione
Elementi per la critica del monopolio della conoscenza
Se si analizzano le caratteristiche dell’attuale sistema di tutela della proprietà intellettuale e le conseguenze che ne derivano dalla sua applicazione, si può constatare come esso rappresenti l’impoverimento intellettuale e culturale della società nel suo insieme. Tale sistema tende ad imporre un pensiero che non consente alternative, quindi, nell’eliminarsi di obiettivi e strumenti conoscitivi alternativi, la creazione di un sapere che si arricchisce con il contributo costante di persone, risulta un sistema di conoscenza impoverito e ristretto.
Dall’analisi del percorso storico del sistema di tutela della proprietà intellettuale si può dedurre che le
caratteristiche e le condizioni della protezione delle opere dell’intelletto umano, così come attualmente
stabilite, possono essere paragonate alle caratteristiche e alle condizioni date alle sue origini, e cioè, alla creazione di un monopolio che tendeva ad essere perpetuo, ovvero, necessitava della decisione regale per poter essere eventualmente revocato.
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“Le formiche democratiche” un articolo di Michele Nicoletti presso il mensile Il Margine
Una lucida e attualissima riflessione filosofica sulla democrazia a partire delle primarie del partito Democratico, una finestra sullo “stato d’animo” della cittadinanza italiana, un richiamo al significato di politeia.
Lettura scorrevole e di grande intensità, almeno per chi è appassionato della riflessione sulla democrazia e sulle problematiche che essa ci pone ai giorni nostri.
Monocolture della mente
“La principale minaccia alla diversità deriva dall’abitudine a pensare in termini di monocolture, quelle che io chiamo monocolture della mente. Le monocolture della mente cancellano la percezione della diversità e insieme la diversità stessa. La scomparsa della diversità fa scomparire le alternative e crea la sindrome della mancanza di alternative. Troppo spesso, di questi tempi, lo sradicamento totale della natura, della tecnologia, delle comunità e della civilizzazione intera, viene giustificato dalla mancanza di alternative. Le alternative ci sono, ma non sono prese in considerazione: farlo, richiederebbe un diverso contesto, caratterizzato dalla diversità. Passare alla diversità come modo di pensare e come contesto in cui agire, libera una molteplicità di scelte.”
Vandana Shiva, Monocolture della mente, Bollati Boringhieri, 2001
