Archivos para Poemi

Quaderni d’Italia. Inconsistenza

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Cadere nell’inconsistenza

cos’è quello che ci tiene in vita?

Sfuggire all’inconsistenza

la vita è profondamente dolore

momenti di humor nero e sarcasmo

ferite che non guariranno mai

che faranno sempre più male

Vivere nell’inconsistenza

sentire la vacuità di ogni proposito

ché sono convinta di vivere un’intera vita

nell’attesa di un attimo di gioia.

27 gennaio 1945: anniversario della liberazione di Auschwitz

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questo è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando questo parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi, Se questo è un uomo.

Il Cervantes ancora una volta per un argentino

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Il premio più importante delle lettere ispaniche va al poeta argentino Juan Gelman. Tutta la stampa ispanoparlante gli ha dedicato una pagina, ecco il giornale El pais a titolo d’esempio: http://www.elpais.com/articulo/cultura/poeta/argentino/Juan/Gelman/ganador/Premio/Cervantes/2007/elpepucul/20071129elpepucul_2/Tes

Di questo poeta bisogna sottolineare il suo impegno politico, la sua resistenza al dolore d’aver perso il figlio e la nuora durante l’ultima dittatura militare in Argentina, la sua perseveranza che dopo ventitre anni gli ha restituito sua nipote (rubata come tanti altri bambini dalle braccia della madre sequestrata al momento della sua nascita), e non ultimo, la forza delle sue parole che come il ritmo cardiaco della letteratura ispanica di questo secolo, riuniscono bellezza estetica e denuncia sociale.

¿El universo? Claro. ¿El infinito? Ademas.
¿La carne? Desde luego. Carne celeste
o con un cielo arriba que se nubla cuando tocas
el odio y chocan furias y llueve
un agua triste.
Una vaca pace en el hueso que voy a recordar.
¿Y los que olvidan? ¿Se tapan como indios las vergüenzas?
Pais.
desaparecido en una gorra militar.
¿estas en lo que venga?
Lo que vino es cobardia y desprecio.
Se avisa a Paul Celan: tumbas cavadas en el agua.
Brilla el dia.
Me recuerda que no soy arbol y que no tengo raices/de pajaro.
Vivo vagamente
y nadie me ve entrar.
Juan Gelman, Pais.

[Nota al margen: A los puristas, perdon por los acentos, es culpa del teclado; a Santiago, gracias]

Pessoa y yo IV

Contemplo il lago silenzioso

che la brezza fa rabbrividire.

Non so se penso a tutto

o se tutto mi dimentica.

Nulla il lago mi dice

né la brezza cullandolo.

Non so se sono felice

né se desidero esserlo.

Tremuli solchi sorridono

sull’acqua addormentata.

Perché ho fatto dei sogni

la mia unica vita?

F. Pessoa, Canzoniere

 

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Pessoa y yo III

Così presto passa tutto quanto passa!

Muore così giovane davanti agli dei tutto quanto muore!

Tutto è così poco!

Niente si sa, tutto si immagina.

Circondati di rose, ama, bevi e taci.

Il resto è nulla.

F. Pessoa, Odi di R. R.

 

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Quaderni d’Italia. Dissolvenze

Vola anima mia

portami lontano

Sole che guida

Stella. Luna

Vola anima mia

Portami vicino

Tesoro che non ho altro

Notte. Giorno. Essere. Nulla

Vola anima mia

portami

ovunque io debba essere

Acqua. Aria. Terra. Fuoco

Quaderni d’Italia. Essere

Movimenti che si fermano

nella memoria

Attimi che rimangono

eterni

Sguardi che divengono

parole

Cos’è che sei e non puoi

non essere?

Movimenti. Attimi. Sguardi

Tempo nel tempo

Spazio nello spazio

Essere che si scopre perso

nel tempo

nello spazio

Quaderni d’Italia. Libertà

Essere felice per il motivo sbagliato

Essere felice per un motivo qualsiasi

Fare e disfare

Correre

Fermarsi

Ripartire

Mi sento come quel papavero selvatico

in mezzo all’erba verdissima

carezzato dal vento

baciato dal sole

quanto è intenso il suo rosso

in mezzo all’erba verdissima.

Quaderni d’Italia. Le città che ho camminato

Cammino città deserte

devastate.

A volte scorgo sagome,

sono fantocci senza vita

prigionieri di automatismi.

Nessuno che sia libero,

tutti si comportano in virtù

dei desideri di qualcun altro

e credono di essere protagonisti

delle loro misere esistenze.

In realtà sono immobili

guardando il proprio vuoto.

A volte sento la mia ombra

coprire tutto

e io mi lascio dissolvere

in tutta questa distruzione.

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