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“Le formiche democratiche” un articolo di Michele Nicoletti presso il mensile Il Margine
Una lucida e attualissima riflessione filosofica sulla democrazia a partire delle primarie del partito Democratico, una finestra sullo “stato d’animo” della cittadinanza italiana, un richiamo al significato di politeia.
Lettura scorrevole e di grande intensità, almeno per chi è appassionato della riflessione sulla democrazia e sulle problematiche che essa ci pone ai giorni nostri.
L’Associazione per il software libero pubblica un rapporto inquietante sugli accordi tra il governo e la Microsoft
L’associazione per il software libero prende la parola per riportarci fatti, ciffre, documenti e fonti rilevanti, per informarci su quello di cui il nostro governo tace spudoratamente: gli accordi che egli stabilisce con un’azienda privata.
Il comunicato stampa prende una netta posizione: “La scelta dell’Associazione di scendere in campo su questo tema nasce dalla preoccupazione di veder emergere, nell’ambito della Pubblica Amministrazione, sia a livello nazionale che locale, posizioni politiche a favore di accordi a vantaggio del principale produttore di software proprietario.”
L’articolo è chiarissimo, frutto di una prolissa raccolta ed una brillante elaborazione dei dati: “il primo Centro di Ricerca Microsoft costituito in Italia, a fronte di un investimento di Euro 250.000,00 in ricerca sui propri prodotti da parte di Microsoft, ha comportato un esborso da parte della Pubblica Amministrazione di complessivi Euro 1.804.000,00, esborso che andrà a vantaggio di un’azienda (Microsoft) che, come vedremo più avanti, per strategia aziendale localizza i propri beni immateriali (quindi, presumibilmente, anche i risultati della ricerca condotta nel Centro di Trento) fuori dal territorio italiano”.
Leggendo l’articolo ho avuto la sensazione che sia in atto un cambiamento, che finalmente qualcuno prende la parola per dire “Signori, questo non è giusto”, e che quel ingiusto non è un ingiusto individuale, non è dietro l’interesse di un’élite, di uno stato quo, di un gruppo privilegiato, ma trattandosi del diritto all’informazione ed alla democratizzazione della conoscenza, coinvolga la società tutta.
E mentre ministri e compagnia bella sono pagati salatamente per signare questi accordi, tra altro coi soldi nostri, ci sono delle persone che lavorano gratis, ritagliandosi il tempo della propria vita per denunciarne il maloperare. Solo questo fatto dovrebbe far vergognare la classe dirigente.
Intesa tra governo italiano e Microsoft, l’associazione per il software libero passa al contrattacco
Lunedì scorso ha avuto luogo la presentazione alla stampa del protocollo d’intesa tra governo italiano e Microsoft. La multinazionale si è impegnata a fornire 737.300 EURO in tre anni, in qualità di “prodotti hardware, software, servizi di supporto tecnico e attività formative”, da suddividere in tre Centri di Ricerca: Piemonte, Toscana e Campania.
Il comunicato non è sfuggito all’associazione per il software libero che continua la sua battaglia per la promozione di software non proprietario: una tale collaborazione andrebbe in controtendenza a quanto programmato e annunciato dall’attuale governo.
Per evitare, quindi, al governo italiano di cadere in una simile contraddizione, l’associazione ha lanciato un’offerta che non si può rifiutare: 50 MILIONI DI EURO a fornire in cinque anni in qualità di servizi, prodotti software, formazione, supporto e sviluppo di tecnologie a codice aperto.
Cerchiamo di far chiarezza: il governo italiano si trova di fronte alla scelta tra accettare poco più di settecento mila euro, che saranno utilizzati per la ricerca e lo sviluppo di software proprietario, cioè, di conoscenza che una volta prodotta non sarà più disponibile alla società in modo libero, ma che sarà proprietà della microsoft, oppure, accogliere l’offerta ben più interessante fatta dall’associazione per il software libero di cinquanta milioni di euro.
Ma perché la proposta dell’associazione per il software libero è decisamente più vantaggiosa? Per tre motivi:
In primo luogo, da un punto di vista finanziario, l’investimento è quantitativamente superiore ciò implicando una maggiore attesa per i risultati da ottenere ed un maggior numero d’attori socio economici coinvolti.
In secondo luogo, da un punto di vista economico, ad essere coinvolte e beneficiate sarebbero le PMI italiane che lavorano nell’ambito del software libero e quindi, aziende che pagano le tasse in Italia.
Infine, da un punto di vista politico e stando al principio del software libero, una tale possibilità consente alla società italiana il libero accesso ai prodotti di un tale investimento, incentiva la condivisione del sapere e la costruzione della conoscenza nel contesto della pluralità e del fabbisogno sociale e non, si badi bene, del fabbisogno di un’azienda che non è neppure europea.
Sarebbe mai possibile che dinanzi a una tale evidenza il governo faccia la scelta sbagliata? Stiamo a vedere…
La democrazia è il governo della maggioranza…
DEL POPOLO!! non della maggioranza in camera!!
Cari Romano e Massimo,
vi racconto una storia, non l’ho inventata io ma è di lunga data. Si legge nel Genesi 9.20-29 che finito il Diluvio, Noè, che era un agricoltore, piantò una vigna. Avendo bevuto del vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda. Uno dei suoi tre figli, Cam, padre di Canaan, lo vide scoperto e fu a raccontarlo ai fratelli che stavano fuori. I fratelli, Sem e Iafet, presero un mantello e, camminando a ritroso per non vederlo nudo, coprirono il padre.
Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto era successo e se la prese con Cam, dicendo: «Sia maledetto Canaan! schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!». E disse poi: Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem,
Canaan sia suo schiavo!».
Ora, vi sembra giusto che per una sbronza, che tra l’altro può capitare a chiunque, i poveri figli di Cam siano stati maleddeti per i tempi dei tempi?
Io vedo come i nostri cari rappresentanti, di destra e di sinistra e di centro, bianchi, neri, verdi e rossi, perché oramai ci sono tutti dentro, svendono il futuro economico, le risorse, le condizioni ambientali delle future generazioni. Ché ci sono gli “accordi internazionali” da rispettare, la “maggioranza” da anteporre agli interessi di “pochi”.
Il popolo è diventato come un prurito nella schiena, scomodo e insoportabile, da maleddirne i figli. Tanto Dio fece vivere Noè per altri trecentocinquanta anni dopo il diluvio. E Andreotti presto ne conterà novanta.

